Articolo pubblicato dal giornale di Verona
"L'arena" il 26 Luglio 2004
Autore: Giulio Brusati
Iviato da: Paola Bellomi
La nona edizione del festival «Il violino e la selce»
ha visto schierate, per una sera, sullo stesso palco due signore della
canzone italiana Carmen in veste acustica La Consoli e Nada regalano
emozioni e raffinatezze
Fano. Due signore della canzone italiana in una sola notte. La nona
edizione del festival "Il violino e la selce" invita sullo
stesso palco per una serata speciale Carmen Consoli e Nada (ma niente
duetti, please), oggi le migliori voci della canzone d’autore
italiana. Carmen è in versione acustica al 90% (di elettrico
c’è solo la chitarra di Massimo Roccaforte), in una esibizione
unplugged che è poi l'unica occasione quest'anno per ascoltarla
dal vivo in un set tutto suo. Ad aprire la serata è stata Nada,
emozionata davanti a una piazza XX settembre gremita e attenta. Con
l’indimenti! cabile cantante di Ma che freddo fa c'è
una band rodata (D’Alessio e Gullo alle chitarre, Ferrante al
basso e Capitani alla batteria), la stessa che la sta accompagnando
in tour.
A rendere particolare la sua performance c’è però
il musicista inglese John Parish, già collaboratore di PJ Harvey,
Giant Sand e Sparklehorse, un ge ntleman della chitarra che, sedotto
dalla voce di Nada, ha prodotto il nuovo cd della cantautrice livornese,
Tutto l'amore che mi manca . Si parte proprio dalle canzoni desertiche
e aspre di questo capolavoro in cui svetta la devastante Piangere
o no , migliore canzone italiana del 2004, e un cantato-recitato,
Madre , traccia-fantasma nel disco (non è segnata sul libretto
ma si sente, eccome), trasformata a Fano in una preghiera lancinante
con un crescendo alla Patti Smith. Con il solo Parish, Nada offre
la sua anima nuda in Senza un perché .
La gente ascolta con attenzione, anche se si avverte che è
la prima volta, un peccato a cui forse qualcuno oggi, a negozi di
dischi aperti, rimedierà, comprando Tutto l'amore... e il precendente
L'amore è fortissimo e il corpo no .
Le canzoni di Carmen, invece, il pubblico di Fano le conosce tutte
a memoria. Accompagnata da Roccaforte ma anche dagli archi della band
Quintorigo (Andrea Costa al violino e Gionata Costa al violoncello),
Carmen si diletta con un set molto "siculo", con E vu dormiti
ancora , Stranizza d’amuri di Battiato (un doppio omaggio: l'artista
s iciliano è il direttore artistico de "Il violino e la
selce") e quel meraviglioso accenno a Modugno contenuto ne L'ultimo
bacio . Gli archi dei due Quintorigo scavano nelle melodie tra Bacharach
e la bossa nova ( Parole di burro, Pioggia d'aprile ) e forniscono
un contrappunto inedito alla voce della cantautrice di Catania (a
proposito: nelle prime file c’è una folta rappresentanza
del fan club, arrivata dalla Sicilia per l’occasione).
È Carmen come non l’abbiamo mai sentita, decisa a lasciare
da parte certi vezzi nel cantato, magari affrontando le parti più
drammatiche con minor veemenza (potere degli strumenti acustici?).
Ovazioni e pubblico sotto il palco per l’ultima canzone del
set ( Contessa Miseria ) prima dei bis, ma nessuna indicazione per
quanto riguarda il prossimo album, previsto per la primavera o forse
no. Sarà elettrico come certe parti del! recente L'eccezione
o acustico come questo concerto estivo in riva all'Adriatico?