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RECENSIONI
BRESCIA - 28 GIUGNO 2003
Autore: Andrea Croxatto da "il giornale di brescia"
Inviata da: bloom01
Carmen Consoli, il graffio suadente che accende i cuori.
FOLLA ED ENTUSIASMO A BRESCIA PER IL CONCERTO DELLA CANTANTE SICILIANA;
TRE BIS SOTTO LA PIOGGIA

Non poteva certo essere quel tacco staccatosi dalla scarpa a fermare la regina della serata, Carmen Consoli, cantautrice siciliana che ieri sera ha incantato gli oltre 2.000 presenti in piazza Paolo VI . Venuta a Brescia per presentare «L'eccezione», il suo ultimo album, ha sfoderato un'ora e mezzo di musica rock, senza trascurare la melodia, i suoni etnici, molto vicini al profumo della sua terra, al fruscio del mare, ai colori della Sicilia. Parte di gran carriera Carmen, che si avvale di una band superaffiatata, con pezzi arrangiati con un sound elettrico, dove lampi di chitarre aumentavano il battito cardiaco dei presenti. Per la verità, i primi tre pezzi dello show, «Masino» (omaggio alle proprie radici isolane), «Fiori d'arancio» e «Matilde», non rendono molto, complice la voce grintosa dell'artista oscurata dal suono aggressivo della band. Ma è questione di un attimo, perché ben presto gli equilibri tornano a legittimare qualità vocali e sonore. Carmen regala brividi di poesia pura con tre gioielli recenti, «L'ultimo bacio», «Narciso» e «L'eccezione», accompagnati dal suono leggero e pertinente della fisarmonica di Clemente Ferrari (new entry del gruppo). La "regina del palco", avvolta dall'insolito vento dopo giorni di afa africana e dal colore delle luci blu e azzurro (cielo e mare di Sicilia?) riprende il sound energico del rock, talvolta contaminato prepotentemente dalle distorsioni di chitarre e della stessa voce, rimandando l'atmosfera mediterranea e dolce ad altri momenti. Difatti, mandolino, fisarmonica e piano rimangono muti, per dar spazio al volume, ritmo ed energia. Si continua con «Pioggia di aprile», «Confusa e felice», «Per niente stanca», «Sentivo l'odore», mentre il pubblico bresciano si fa trascinare dal karaoke di «Volare», in versione strumentale: omaggio all'amato Domenico Modugno, ma anche alla tradizione della canzone italiana, di cui la Consoli è assoluta promotrice. La cantautrice, seducente quando prende fiato con pezzi parzialmente acustici, come «Fino all'ultimo», non abbassa la guardia e mantiene alto il ritmo e l'entusiasmo del pubblico, parlando solo attraverso la musica, senza fare proclami o interventi confidenziali e autobiografici, snocciolando a ripetizione le canzoni di una carriera intensa e ormai matura. Parecchi brani sono stati ripensati in funzione della dimensione live e adattati a riletture anche sofisticate. Con «Contessa miseria» si chiude la prima parte del concerto, e il bis acclamato dai fans dura poco. Mentre cadono le prime gocce dal cielo, c'è il tempo di ascoltare «Mulini a vento», uno dei pezzi più seducenti, che la Consoli dedica ai grandi uomini della Sicilia, i giudici Falcone e Borsellino, e a quanti come loro hanno dato la vita per difendere la giustizia. Pochi minuti dopo la pioggia decreta la fine dello show. Tre bis, ma già sotto la pioggia e con il pubblico a sciamare verso casa. Giusto il tempo dei saluti. «Alla prossima», è stato il suo congedo.

Andrea Croxatto
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