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RECENSIONI
CORTEMAGGIORE (PC) - 18 GENNAIO 2003
Autore: Giulio Cappuccio
Piccolo resoconto del concerto di sabato sera. Un po' di apprensione per il viaggio di 100 km al buio e con la nebbia fittissima, ma per fortuna tutto bene. Arrivo anche in tempo per guadagnare una discreta posizione davanti al palco e finalmente posso godermi una delle date di apertura del tour.

Il tipo di locale e lo schieramento di strumenti sul palco non lasciano spazio a dubbi: siamo ben lontani dal tour acustico-teatrale, niente archi dunque, rimpiazzati quando occorre dal mandolino di Massimo (sempre più eclettico, impegnato in un paio di occasioni anche alla tastiera). Infatti si parte subito a tutto volume con "Per niente stanca" (rovinata almeno per metà da un piccolo dettaglio: gli organizzatori si dimenticano di accendere il microfono di Carmen!). E poi si continua passando senza soluzione di continuità (a parte le 2 finte uscite) dai brani più carichi di "Mediamente isterica", ma anche de "L'eccezione", alle atmosfere di canzoni come "Blunotte" o "L'ennesima eclisse", dalla "trilogia melodica" di "Stato di necessità" al rock di "Confusa e felice", "Sentivo l'odore" o di una "Venere" molto rivisitata, dalle canzoni bonsai alle cover, dalle sonorità anni '60 di "Pioggia d'aprile" fino alla chitarra elettrica percossa in ginocchio di fronte all'amplifica! tore... E qui mi rendo conto che, attingendo ai suoi 5 album (purtroppo da "Due parole" riprende la sola "Amore di plastica") può permettersi di sfoggiare un repertorio quanto mai eterogeneo e in continua evoluzione. Eterogeneo almeno quanto il suo pubblico che spazia dai giovanissimi ai quarantenni, da chi l'ha appena conosciuta a chi la segue da prima che nascesse, dai "pogatori" a tutti i costi a chi se ne sta seduto comodamente nella platea dell'ex cinema, per non parlare delle "categorie" musicali che riesce a far convivere...

Infine una segnalazione particolare per "Un sorso in più" ed "Eco di sirene" che ha riproposto entrambe (cosa piuttosto rara) e credo non casualmente in questo clima da venti di guerra. I loro testi continuano ad emozionarmi e a farmi riflettere; non l'ho mai saputo con certezza ma penso che "Un sorso in più" sia ispirato al racconto di un ex internato in un campo di concentramento (magari dello stesso Primo Levi) mentre "Eco di sirene" mi riporta a quasi 4 anni fa. Era a Milano, la prima volta che sentivo Carmen dal vivo, e in quel periodo il teatro della guerra erano i Balcani. Poco è cambiato. Ma perché gli uomini non imparano mai dalle canzoni?
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