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RECENSIONI
FERRARA - 29 GENNAIO 2003
Dal quotidiano "La Nuova Ferrara" del 1 febbraio 2003
Autore: redazione La Nuova Ferrara
Una Carmen Consoli dolce e meditativa, sempre passionale - Ha proposto un rock ricco di esplosioni e di atmosfere - La grandissima forza dei testi.

"L'eccezione" può far la regola, a patto che si tratti di un album di Carmen Consoli. La regola è il successo, come accaduto anche ieri e l'altra sera durante il concerto della "cantantessa" catanese allo Zoo Animal Sound.
Tutto esaurito e anche di più, come già annunciato dallo staff organizzativo del locale. Tanto che per chi è rimasto forzatamente escluso dall'evento potrà ancora sperare nella serata aggiunta all'ultimo momento, quella di stasera febbraio, quando la giovane artista si ripresenterà per la terza volta sul palco dello Zoo (ore 22). Per tutti gli altri (ma non solo) l'appuntamento si è svolto ieri alla Sala Boldini, dove alle 16 Carmen Consoli ha incontrato i giovani e ha parlato della sua carriera musicale, del bilancio della sua avventura artistica (come riferiamo in cronaca).
"Sweet Carmen", così com'era scritto sulla maglietta esibita durante il concerto, ha fatto sognare i suoi fans. Tanti, tantissimi, a riconferma che la Consoli non è certo una delle tante meteore del panorama musicale, bensì un fenomeno la cui parabola può considerarsi ancora in fase ascendente. E il locale scelto per incontrare i fans ferraresi non poteva essere cornice migliore: alternativo quanto basta, così come le sue canzoni fatte di un rock ricco di esplosioni e di improvvisi ripiegamenti, di atmosfere quasi mistiche che si alimentano della forza dei testi, ricercati quel tanto che serve per esprimere gli stati d'animo più disparati e a volte disperati. "L'eccezione", il suo nuovo album uscito a settembre e annunciato come il più "progredito" della cantautrice rock siciliana, ha dominato gran parte dell'esibizione e mostrato un'evoluzione evidente della Consoli verso espressioni mature, che uniscono le radici della sua terra - come nel brano "Masino" - nonchè del blues e della melodia d'autore, con forme più classiche ed austere rispetto al passato. Una sorta di rock "espanso", si potrebbe definire, dove brani come "L'eccezione", "Pioggia d'aprile" e "Fiori d'arancio", per fare qualche esempio fra quelli eseguiti, traducono concretamente un lavoro compiuto tanto sulle melodie quanto sulle armonie. Con arraggiamenti forzatamente mutati dal vivo rispetto alla versione discografica, dove il ruolo della sezione archi è rivisitato sul palco dall'utilizzo sapiente delle chitarre. I contenuti sono sempre quelli cari alla "cantantessa", rivolti alla nostra identità culturale spesso schiacciata dalla massificazione e dalla globalizzazione, ma anche a quei risvolti dei rapporti umani e di coppia che spesso ci travolgono, ci ingannano oppure ci annientano. Una Carmen Consoli forse più dolce e meditativa di quella "mediamente isterica" di qualche tempo fa, pur senza perdere di vista l'energia e lo slancio, la pulsione che la musica ed un concerto dal vivo devono avere. Nel corso della serata non sono mancati piacevoli ritorni al passato, anche con la mirabile interpretazione di "Confusa e felice", sempre ottimamente sostenuti dalla band che l'accompagna fin dagli esordi: le complementari chitarre di Massimo Roccaforte e Santi Pulvirenti, il basso spesso in evidenza di Leandro Misuriello, le pulsazioni calcolate della batteria di Puccio Panettieri. Tuttavia il palco è stato dominato dalla voce e dalla personalità della Consoli, catalizzatrice di un pubblico entusiasta che si è stretto in un abbraccio attorno a "Sweet Carmen", a ribadire come sia considerata ancora una delle "rockeuse" italiane più sincere e passionali.
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