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L'avevamo lasciata ad invocare per un ultimo bacio "mille violini suonati dal vento". Desiderio esaudito. La trasformazione della cantantessa è compiuta nel primo album live, registrato al Teatro Greco di Taormina il 15 luglio scorso, quando il repertorio è stato riletto insieme all'orchestra sinfonica di 50 elementi del Teatro Vittorio Emanuele di Messina. La canzone più stravolta è "Per niente stanca", in origine uno dei pezzi più furiosi, qui diventato un esotico bolero. Nessun problema invece ad adattare Parole di burro, che anche nella versione in studio sull'ultimo album "Stato di necessità" con il suo andamento bacharachiano dimostrava che alla creatività di Carmen il rock in fondo stava un po' stretto. Basta darle una chitarra, elettrica o acustica che sia, e intorno può succedere di tutto. Perché la cantante, prima ancora di essere una rockeuse, è un'autrice di gran belle canzoni, di quelle che il pubblico ama intonare in coro senza paura di strapparle con forza alla penna che le ha firmate e al diario privato dove hanno trovato forma. E le belle canzoni resistono al tempo.
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