RECENSIONI DISCOGRAFIA |
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L'ECCEZIONE
Dal sito "Delrock.it" del novembre 2002
Autore: Riccardo Bertoncelli
Ho apprezzato Carmen Consoli vedendola dal vivo, ammirandone la personalità, insolita per un'artista ancora giovane, sentendola vibrare come un animale a caccia nel suo habitat preferito. Non mi hanno mai entusiasmato, invece, i dischi: canzoni originali ma con un tono sempre un po' artificioso, e quel modo di cantare così incline al sussiego, con le doppie a mezz'aria e la voce spesso imprigionata tra le spire della musica.
Quest'album però mi sembra un'altra cosa. Un po' Carmen è cresciuta, un po' è in luna buona; il risultato è un disco interessante, che non solo introduce elementi di novità e varietà ma riesce a mettere in una luce diversa anche quelle ballate stremate, sottilmente malinconiche, che sono sempre state la sua cifra più caratteristica. Piacciono la semplicità degli arrangiamenti e la sobrietà, il filo esile dei timbri: una musica mai chiassosa, che volentieri indulge al sottotono, con chitarre, pianoforti e delicati ricami di archi - un pop «da camera» che non si dà troppe arie, che abita il 2002 ricordandosi dei '60 e ogni tanto esce dagli schemi e si diverte. Chi ama la Carmen Consoli più tipica troverà qui conforto in Pioggia d'aprile, Uva acerba, Venti del nord; ma è senz'altro meglio lasciarsi incantare dall'altra Carmen, quella che, più libera e lunatica, imbratta la tela di Matilde odiava i gatti e Masino con schizzi di electro rock o rotola felice sulle onde pop di Fiori d'arancio (il vero singolo dell'album, la crudele/buffa storia di una sposa sedotta e abbandonata sull'altare). Come bonus track una versione in inglese di Matilde, probabile testa di ponte di un'edizione dell'album in quella lingua. |